Storia di un Cani-trekking

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I quattro compagni di avventura, da sinistra: Easy, Cody, Stella e Olivia

Tutto inizia con l’idea di fare una bella avventura. Appena decisa la data di partenza iniziamo a pianificare i dettagli del trekking.

Siamo abbastanza preparati dal punto di vista dell’allenamento fisico. Nei mesi precedenti abbiamo entrambi percorso con i nostri cani svariate decine di chilometri.

Il primo passo è decidere la zona: selezioniamo un paio di alternative. Il meteo dei giorni precedenti alla partenza avrà l’ultima parola: Orobie o Valle d’Aosta.

Definiamo con cura la lista dell’equipaggiamento da portare. Abbiamo inserito una quarantina di voci, dalla tenda super leggera al cortisone (per eventuali punture di insetti). Un trekking in montagna di più giorni implica avere tutto il materiale necessario per affrontare freddo, caldo, pioggia, fame, sete e possibili infortuni/malesseri. Il tutto per bipedi e quattro zampe. Non possiamo dimenticare nulla e dobbiamo tenere ben presente che il peso dovrà essere limitato al massimo. Preparato lo zaino, la bilancia segna 15 kg… niente male!

 

Sveglia alla 3:30, con i cani che ti guardano come dire “…ma sei matto?!”, incontro ore 5 in zona Milano, per iniziare il trekking verso le 6:30/7, alle prime luci dell’alba. La partenza è da Chatillon (AO), località a fondo valle, a 549 m di altitudine.

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Briefing pre partenza con Fabrizio

Prima di partire facciamo un ultimo briefing con l’amico Fabrizio, esperto del posto, per le ultime dritte sul percorso. Sappiamo bene che ci aspettano due giorni intensi. Il percorso è lungo quasi 50 km con un dislivello positivo di oltre 4000 m.

 

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Monte Zerbion

La prima parte è la più dura. Dopo oltre cinque ore di salita, raggiungiamo la cima del Monte Zerbion, 2728 m. La vista è stupenda, il meteo è dalla nostra parte.

Giusto il tempo della foto di rito e di un veloce pranzo e scendiamo in direzione Barmasc in Val d’Ayas, a circa 2000 m.

Arrivati a Barmasc il percorso è decisamente più rilassante, qualche chilometro di un piacevole falso piano e poi raggiungiamo l’agriturismo Tchavana in località Alpe Metzan, poco sopra Champoluc. L’idea è di accamparci in quella zona con le tende, con la speranza di mangiare un piatto caldo con le prelibatezze del posto. Purtroppo l’agriturismo è chiuso, ci tocca una cena con quello che abbiamo nello zaino. Montate le tende e pronti per mangiare, iniziano a scendere fiocchi di neve. Non ci rimane che finire la cena ognuno nella sua tenda e riposare fino alla mattina.

 

All’alba, i teli esterni delle tende sono ghiacciati. La nottata è stata abbastanza fredda però grazie ad un buon equipaggiamento e alla calda compagnia dei nostri quattro zampe, siamo riusciti a dormire senza grossi problemi.

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Rifugio Grand Tournalin

Sistemiamo tutta l’attrezzatura, colazione con tè e caffè e ricominciamo a camminare. Il primo obiettivo è raggiungere il rifugio Grand Tournalin a 2600 m. Il sentiero è piacevole, sale dolcemente attraverso una valle bellissima e incontaminata. Un bel sole ci riscalda lungo la salita. Una volta al rifugio, purtroppo chiuso anche questo, ci dirigiamo verso il Colle di Nana poco più sopra.

Arrivati a quota 2773 m, lasciamo la Val d’Ayas e scendiamo verso la Valtournenche.

Le grandi salite sono ormai alle nostre spalle ma ci aspettano ancora circa 30 km di cammino per ritornare a Chatillon.

Il sentiero scende attraverso paesaggi fantastici. Camminiamo tra torrenti d’acqua cristallina, morbidi prati e fischi di marmotte, che ogni volta attivano l’istinto di caccia dei cani. Maciniamo chilometri quasi senza rendercene conto.

Nel giro di quattro ore passiamo le località di Chamois, la Magdeleine e Pormiod.

Dopo più di venti ore totali di cammino, finalmente, esausti ma felici arriviamo a Chatillon, dove ritroviamo l’amico Fabrizio che ci accoglie con un’apprezzatissima birra fresca.

 

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Vasco

 

 

“Vorremmo dedicare questa bella avventura a Vasco, il cane di Fabrizio. E’ stato un grande compagno di tanti trekking come questo. Con lui abbiamo condiviso stanchezza, freddo e panorami meravigliosi… lo porteremo sempre con noi.”

Francesco e Stefano